Punti Chiave
- La privazione acuta del sonno riduce fino al 30% la risposta corticale alla tDCS su DLPFC.
- Pazienti con apnea ostruttiva del sonno non trattata mostrano minore aderenza ai protocolli di neuromodulazione.
- Integrare screening del sonno nel percorso pre-trattamento migliora gli outcome metabolici a 6 mesi.
Sonno e plasticità cerebrale
La neuromodulazione non invasiva agisce su circuiti che dipendono fortemente dal consolidamento durante il sonno profondo. Studi recenti del BMH Lab documentano correlazioni tra indice di sonno lento e variazioni dell'attività prefrontale misurate con EEG ad alta densità dopo cicli di tDCS.
Implicazioni cliniche
Prima di avviare un protocollo di stimolazione, i centri aderenti al registro italiano raccomandano questionari PSQI e, in caso di sospetto clinico, polisonnografia. Correggere disturbi del sonno può amplificare gli effetti sulla glicemia e sul comportamento alimentare.
"Trattare il sonno non è un optional: è parte integrante del protocollo di neuromodulazione metabolica."
— Prof. Elena Rossi, Università degli Studi di Milano
Prof. Elena Rossi
Professoressa Ordinaria di Neuroscienze Cliniche presso l'Università degli Studi di Milano. Direttrice del BMH Neuromodulation Lab. La sua ricerca si concentra sulla stimolazione cerebrale non invasiva per i disturbi metabolici e psichiatrici. Ha pubblicato oltre 80 articoli peer-reviewed e coordinato 6 trial clinici multicentrici.