Punti Chiave
- La tDCS anodica sulla DLPFC sinistra riduce i livelli di HbA1c nei pazienti con T2D non intensivamente trattati.
- Il effetto sembra mediato da un miglioramento del controllo esecutivo e della regolazione dell'appetito.
- Protocolli da 15 sessioni (2 mA, 20 min) mostrano il miglior rapporto efficacia/tollerabilità.
Contesto clinico
Il diabete di tipo 2 è sempre più interpretato come disturbo cerebro-metabolico, in cui la disregolazione dei circuiti prefrontali compromette le decisioni alimentari e l'aderenza terapeutica. La tDCS offre un approccio non invasivo per modulare questi circuiti.
Evidenza disponibile
I trial pilota pubblicati negli ultimi due anni documentano miglioramenti modesti ma consistenti della glicemia e dell'aderenza comportamentale, soprattutto quando la tDCS è combinata con counselling nutrizionale strutturato.
"La tDCS non sostituisce la terapia farmacologica, ma può rafforzare la capacità del paziente di mantenere cambiamenti dello stile di vita."
— Prof. Elena Rossi, Università degli Studi di Milano
Prospettive
Sono in corso studi multicentrici per definire protocolli di mantenimento e identificare biomarcatori di risposta nei pazienti con T2D e obesità concomitante.
Riferimenti Bibliografici
- Marini S. et al. (2025). Anodal tDCS over DLPFC improves glycemic control in T2D: a randomized pilot trial. Diabetes Care, 48(3), 412–419.
- Kumar A. et al. (2024). Central insulin sensitivity and tDCS: mechanistic insights from fMRI. Metabolism, 152, 155801.
Prof. Elena Rossi
Professoressa Ordinaria di Neuroscienze Cliniche presso l'Università degli Studi di Milano. Direttrice del BMH Neuromodulation Lab. La sua ricerca si concentra sulla stimolazione cerebrale non invasiva per i disturbi metabolici e psichiatrici. Ha pubblicato oltre 80 articoli peer-reviewed e coordinato 6 trial clinici multicentrici.